I DESERTI: I modelli climatici indicano che i deserti diventeranno ancora più caldi , la pioggia quando arriverà , si presenterà sotto forma di violenti temporali e provocherà inondazioni e fenomeni erosivi , quindi la sopravvivenza di animali e piante che già vivono in condizioni limite sarà gravemente minacciata .

Le MONTAGNE: Se in pianura le specie devono migrare di circa 150 Km verso nord per neutralizzare l’aumento di 1 °C , in montagna basta salire di 150-200 metri di quota per avere lo stesso effetto , i fianchi delle montagne sono caratterizzati da un’ampia variabilità di habitat e di nicchie climatiche che si sviluppano una accanto all’altra , si verificherà quindi uno spostamento verso l’alto delle specie proporzionale all’aumento locale della temperatura . Con un aumento di 4°C avremo spostamenti verso l’alto di 600-800 metri con la conseguenza che le specie endemiche delle cime saranno a grave rischi di estinzione e visto che le montagne alle quote maggiori hanno superfici più limitate rispetto alle quote inferiori , le popolazioni delle specie che si rifugeranno verso l’alto saranno destinate a
I GHIACCI: L’aumento di temperatura porterà allo scioglimento dei ghiacci e del permafrost e ridurrà la copertura nevosa invernale in vaste aree del pianeta , l’impatto sullo scioglimento stagionale delle nevi e sulla portata dei fiumi avrà conseguenze sull’ambiente e sull’uso del suolo in aree ancora più vaste , danneggiando numerose attività umane , dall’agricoltura alla produzione di energia idroelettrica. L’IPCC indica che i cambiamenti nella criosfera saranno la più rapida e drammatica manifestazione dei mutamenti climatici . Entro il 2100 potrebbero sparire da un terzo alla metà dei ghiacciai di montagna , ridursi del 70% la durata del manto nevoso nelle Grandi Pianure degli Stati Uniti , lo scioglimento del 16% del permafrost entro il 2050 e la sua scomparsa nell’Europa Settentrionale . Sempre per tale data l’intera costa artica rimarrebbe libera dai ghiacci per cinque mesi all’anno , permettendone lo sviluppo economico .
LAGHI FIUMI e ZONE UMIDE——–NASA delta del Pò
Le ZONE COSTIERE e PICCOLE ISOLE: Le conseguenze di un innalzamento del livello del mare , dell’aumento della violenza delle tempeste sarebbero gravissime in queste zone , già oggi 50 milioni di persone sono soggette alle inondazioni provocate da tempeste e diventerebbero molte di più se il livello del mare si alzasse anche solo di 1 metro . Studi recenti indicano che il 17% del Bangladesh potrebbe sparire mettendo a rischio 70 milioni di persone , altrettante in Cina .In tutto il mondo l’innalzamento delle acque determinerà il ritiro della linea costiera (il 70% dei litorali è già in contrazione) mettendo in pericolo le dune sabbiose , le lagune costiere e la loro fauna .L’aumento di temperatura aumenterà il rischi di invasione di specie esotiche con conseguenze che talvolta potranno essere catastrofiche . Le barriere coralline sono a grave rischio , fra l’altro pur coprendo solo l’1% della superficie del pianeta contengono circa il 4-5% delle specie , alcune ricerche mostrano che le barriere coralline se sono in buono stato possono crescere mantenendo il passo con l’innalzamento delle acque ; dato che la temperatura ideale per la loro crescita si aggira tra i 25-28 °C sono molto sensibili ad aumenti della temperatura dell’acqua . Le temperature eccezionalmente calde registrate nei mari tropicali negli ultimi anni hanno causato un vasto fenomeno di “sbiancamento” dei coralli che se le condizioni persistono potrebbero portare alla loro morte . Gli atolli rappresentano secondo la definizione dell’IPCC “un ambiente tra i più sensibili alle variazioni climatiche a lungo termine e all’innalzamento del livello del mare”.

GLI OCEANI: IL riscaldamento del globo aumenterà la temperatura delle acque marine , specialmente vicino alla superficie , e modificherà le correnti oceaniche , le onde e la salinità ; anche i cambiamenti che si verificheranno sulle terre emerse influiranno sulle modificazioni negli oceani , soprattutto nelle aree costiere dove la quantità e la qualità della portata dei fiumi cambierà drasticamente , così la geografia degli ecosistemi marini subirà profondi cambiamenti , con la conseguenza del collasso di alcune zone di pesca e l’esplosione di altre a seconda di particolari eventi climatici e oceanografici locali .Nessuno sa come le correnti di risalita , che portano le sostanze nutrienti alla superficie risponderanno ai mutamenti climatici , ma si teme che il riscaldamento del pianeta possa indebolire la circolazione oceanica in generale , con una fortissima riduzione delle sostanze nutrienti che risalgono in superficie , la velocità del cambiamento sarà un fattore cruciale . Entro 50 anni afferma l’IPCC , le variazioni climatiche potrebbero diventare più importanti della pesca eccessiva come minaccia per le risorse ittiche , sarà comunque difficile distinguere i due fattori dal momento che avanzano insieme , ad esempio il crollo della pesca del merluzzo al largo delle coste del Canada è stato causato dal combinarsi dello stress ambientale e della pesca eccessiva .
L’AGRICOLTURA: Le ricerche condotte fino ad oggi mostrano che nel complesso si avranno effetti moderati sulla produzione agricola mondiale , grazie anche all’effetto fertilizzante di una maggiore concentrazione di CO2 nell’atmosfera ; però le variazioni regionali dei mutamenti climatici produrranno sostanziali variazioni locali nei raccolti che saranno più a rischio nelle aree tropicali e subtropicali proprio dove vivono i popoli più poveri del mondo . Ai fini della valutazione del rischio di fame , malnutrizione e carestie è più importante la disponibilità locale di alimenti che la produzione mondiale , inoltre molto dipenderà dalla capacità degli agricoltori di adattarsi al cambiamento e alla crescente incertezza del clima , tutto questo potrebbe rivelarsi un peso insostenibile per i paesi in via di sviluppo situati nelle aree più critiche .__________________NASA Victoria Australia

INDUSTRIA e INFRASTRUTTURE: Questi sistemi soprattutto se ben strutturati dovrebbero essere più resistenti ai mutamenti climatici , considerando poi che vengono regolarmente rinnovati , potranno essere adattati ai cambiamenti , tuttavia come indica il rapporto , le infrastrutture che hanno una vita lunga , come ponti , dighe e costruzioni su coste basse sono sensibili a variazioni rapide ed all’aumento della frequenza e dell’intensità di manifestazioni climatiche estreme. NASA Baia di Tokyo
La SALUTE: I cambiamenti climatici eserciteranno un’influenza molto vasta e dannosa sulla salute dell’uomo , con consistenti perdite di vite ; nelle città , anche comprese in zone temperate , ondate di calore più lunghe e più intense causeranno la morte di migliaia di persone per problemi di cuore e di respirazione . Con l’aumento delle temperature , alcune forme di inquinamento , i pollini , le spore , le muffe diventeranno più pericolosi ; manifestazioni climatiche estese come gli uragani , uccideranno e feriranno , anche contaminando l’acqua potabile e infliggendo seri danni psicologici . In molte aree la penuria di cibo e di acqua causerà malattie e carestie .L’attuale clima già più caldo e talvolta anche più umido sta favorendo la diffusione di alcune malattie infettive come la malaria , le febbri emorragiche , la febbre gialla e l’oncocercosi al di là delle regioni dove erano endemiche ,tendenza destinata purtroppo ad intensificarsi , entro in 2100 il 60% della popolazione mondiale vivrà in zone potenzialmente malariche , compresi gli abitanti di alcune zone temperate .Gli sbalzi di pressione destinati ad intensificarsi causa l’aumento della variabilità influenzano il sistema neurovegetativo e neuroendocrino con alcune spiacevoli conseguenze : aumento della sensibilità al dolore soprattutto per chi soffre di reumatismi , dolori muscolari o ha subito fratture ossee ; possono influire anche sulla psiche con cambiamenti di umore e comportamento carenza di concentrazione ed irritabilità ,ansia e depressione.

NOTE CONCLUSIVE: Quando si parla dell’effetto serra si pensa ad un fenomeno che riguarderà le generazioni future e che comunque se il clima cambia , in alcune zone si starà anche meglio di adesso ; l’IPCC ci dice invece che il cambiamento è già fortemente in atto e che si intensificherà , inoltre rispetto alle attività umane (e alla sopravvivenza di intere specie) il clima si deteriorerà progressivamente con effetti catastrofici in vaste aree del pianeta . La maggior parte delle persone che hanno letto queste righe fra 30 anni sarà ancora viva e si troverà ad affrontare ormai già anziane un mondo molto più difficile , dobbiamo fare uno sforzo personale per favorire concretamente tutto quanto ci potrà aiutare a cambiare strada . NB: testi foto sono di fonte Nasa